Domenica e lunedì prossimi si terrà il ballottaggio per decidere il nuovo sindaco di Genova. Se fossi residente nel capoluogo ligure non avrei dubbi: voterei Marco Doria.
Ho stima del Sen. Musso, ho avuto modo di apprezzarne le capacità e la preparazione. Ma il voto, anche se si tratta di scegliere il sindaco, non dipende, almeno per il sottoscritto, solo dalla valutazione delle competenze. Musso è un moderato, un uomo di centro destra, certo di una destra più presentabile di quella berlusconiana, ma pur sempre di destra.
Non voglio fare paragoni forzati, ma a questo proposito è utile ricordare che sebbene Monti sia garanzia di serietà e stima internazionale, le politiche che il suo governo sta attuando sono profondamente antisociali e antipopolari.
Attraverso il voto ognuno di noi esprime il fatto di sentirsi parte di uno schieramento politico. Il centro sinistra, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, è comunque alternativo per le politiche che propone e per gli interessi che intende tutelare al centro destra.
Spero quindi che Doria vinca il ballottaggio. Ma spero anche che passata la fase delle elezioni il Centro Sinistra e la sinistra escano dalla catalessi in cui sembrano caduti e diano inizio ad una riflessione seria sugli esiti del voto amministrativo, anche di quello genovese.
Certo PDL e Lega escono a pezzi dalle elezioni, ma la sinistra e il centro non ne traggono alcun vantaggio. L’astensionismo ha raggiunto livelli senza precedenti, testimoniando un distacco sempre più profondo delle masse popolari dalle istituzioni e dalla politica. Vince il Movimento di Grillo, ma una analisi precisa e approfondita su di esso e sul suo reale significato politico è ben lontana dall’essere impostata.
Dal Pd non sembra pervenire nessuna reazione significativa e la sinistra mi pare dimenarsi nel ricorrente quesito del “che fare” senza trovare risposte credibili.
Non vorrei che qualcuno nel centro sinistra pensasse, chiusa questa fase, di seguire il popolare adagio “passata la festa, gabbato lo santo. Non solo perché la festa si ripresenterà presto sotto forma di elezioni politiche nel 2013, ma soprattutto perché non è detto che si riesca sempre a “gabbare lo santo”. In autunno inizierà una lunga e difficile campagna elettorale. Come pensiamo di affrontarla, con quale sistema di alleanze politiche e sociali, con quali programmi, con quale proposta al paese. Questioni che sono squadernate di fronte a noi e che richiedono un impegno politico di ben più vasta portata di quello di cui il centro sinistra a saputo dar prova fino ad oggi.
Andrea Sassano (www.andreasassano.it)
19.05.2012